L’architetto che disegna con gli alberi

MArco_Bay_DIsegnare con gli alberi_VìrideC’è una misura, di partecipazione e distanza assieme, di discreto protagonismo operoso, che raramente si incontra in quella diffusa categoria di libri che aspirano a raccontare in soggettiva il proprio lavoro creativo da parte di chi si dedica a immaginare e realizzare giardini, col risultato per lo più di scivolare ad inventariar cataloghi.
Riesce invece a trasmettere il senso di una passione che si fa mestiere – e paradossalmente senza ricorrere a nessuna documentazione fotografica, evocando soltanto a tratti il carattere dei suoi interventi per giardini, senza la pretesa di descriverli – l’architetto che “disegna con gli alberi”, come si auto definisce Marco Bay nel suo racconto di esperienze, appunto, Disegnare con gli alberi. Storie di giardini, Mondadori, pp. 174, € 17.00. Leggi tutto “L’architetto che disegna con gli alberi”

Giardini & libri in mostra alla Bodmer di Ginevra

Proprio in questi giorni di inizio di settembre si conclude presso la Fondazione Martin Bodmer, nei pressi di Ginevra, l’esposizione Des jardins & des livres che dalla scorsa primavera ha assortito in florilegio e messo in tensione oltre centocinquanta testimonianze scritte su diversi supporti – perlopiù libri, molti in rarissime edizioni pregiate, ma anche manoscritti, importanti autografi, testi illustrati volta a volta minuziosamente o sontuosamente – con il proposito di dar conto del legame reciproco che intreccia quei dispositivi universali che sono giardini e libri. Leggi tutto “Giardini & libri in mostra alla Bodmer di Ginevra”

Garnet Wolseley, il giardino alle donne

Nella pratica editoriale di riedizione di testi classici più o meno d’antan merita certo attenzione la complessa e poliedrica figura di Frances Garnet Wolseley, propugnatrice nell’Inghilterra di inizio Novecento dell’affermazione della presenza professionale delle donne in giardino e in particolare in ambito orticolturale: con la fondazione di una delle prime scuole dedicate e con un’instancabile attività editoriale su riviste e volumi.
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Se, già con la metà dell’Ottocento, Jane Webb Loudon aveva individuato, con il suo manuale Gardening for Ladies, l’esigenza di parlare, con piglio pratico e divulgativo, e con grande successo di pubblico, di tecniche e strumentazioni a una platea di non specialisti, specialmente femminile, con il volger del secolo, da passatempo finalmente accessibile anche per le donne il giardinaggio diventa tramite di sviluppo professionale e opportunità, occasione di definizione identitaria. Leggi tutto “Garnet Wolseley, il giardino alle donne”

I paesaggi dei Céide Fields premiati dalla Fondazione Benetton

Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino Benetton_Andrea DI SALVO_VìridePremiare un luogo significa saperne cogliere la singolare, esclusiva, fisionomia parlante.
Ma, prima ancora, l’idea stessa di attribuire un premio a un luogo significa riconoscere rilievo fondativo alla specificità del sistema e del tessuto di relazioni che lo costituiscono e lo animano. Relazioni ecologiche, storiche, sociali che ci implicano e che sole consentono intelligenza corporea delle cose sensibili, presa di coscienza e relazione con l’altro e quindi l’abitare il sistema di temi politici che provengono da ogni periferia del mondo. Significa, nel rilievo che si riconosce a ciascun luogo, che quel luogo in particolare possa insegnarci a pensare e agire opportunamente, con maggiore consapevolezza, equilibrio, rispetto e ingegno creativo.

È dal 1990 che il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino promosso dalla Fondazione Benetton prosegue ogni anno un impegno avviato allora con lungimiranza nell’individuazione di specifiche realtà che si facciano interpreti di una mappa di snodi tematici e problematici. Leggi tutto “I paesaggi dei Céide Fields premiati dalla Fondazione Benetton”

Giardini, esperimenti e tradizione al Chelsea Flower Show

Puntuale come ogni anno di questi tempi, un’euforia floreale traversa la città di Londra irradiandosi a partire dall’esclusivo quartiere di Chelsea. Qui, nei giardini del Royal Hospital, si è appena tenuta, per cinque giorni intorno all’ultimo fine settimana di maggio, come sempre inaugurata dalla regina, l’edizione 105 del Chelsea Flower Show, la maggiore esposizione di piante e giardini del vecchio continente. Leggi tutto “Giardini, esperimenti e tradizione al Chelsea Flower Show”

Linguaggi floreali in abecedario

le-parole-dei-fiori_Viride_Andrea_Di_SalvoCome rilevava Rudolf Borchardt, “per il novantanove per cento, le espressioni figurate che le lingue umane posseggono sono prese dal mondo delle piante; per il novantanove per cento, tutte le forme ornamentali … derivano dal fiore”. Che nella sua essenzialità risulta perciò portatore di significati a un tempo puntuali e polisemici.

Nel loro poliedrico suggestionarci, ai fiori attribuiamo strette correlazioni con i sentimenti umani in un sistema di regole che si fa aspirazione a una lingua. Della cui genealogia racconta ora in abecedario Isabel Kranz nel suo Le parole dei fiori. Un alfabeto della lingua delle piante, Bompiani, pp. 176, € 27.00.

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Giardini d’oriente. Un angolo prima del satori

Nell’oriente di Cina e Giappone i giardini sono tra le maggiori evidenze plastiche della relazione costitutiva che queste culture intrattengono con la natura. Intesa qui, in una rispettosa, intima consuetudine, come insieme armonioso di cui si è parte. In consonanza con una visione del mondo come flusso universale di energia.
Con la loro paradossale estetica di “artificiale naturalezza” e la messa in tensione tra opposti, nell’ambito di un pensiero analogico fondato sulla corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo, questi giardini esprimono quel fluire e la coerenza interna del processo.
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Università della Svizzera italiana, Mendrisio – 23 marzo 2018 – Salus in Horto – Sul tema della salute del paesaggio

Salus in Horto – Sul tema della salute del paesaggio

Salus in horto. Salute/Salvezza. Oltre il gioco di slittamenti di senso tra specifico terapeutico, cui pure cercherò di guardare, e valenza ideale, mi soffermerò piuttosto su questa seconda più ampia dimensione.
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Centrale è la questione del cosa è salutare, ed è suggerita dal semiologo Paolo Fabbri che individua almeno due modi possibili di essere salvi[1]. Validi direi anche in giardino.
C’è il modo che ci preserva dalle perturbazioni esterne a difesa della nostra integrità.
Essere salvi significa quindi restare assoluti, lontano dalle cure, nel senso delle preoccupazioni.
Diversamente, c’è il modo secondo il quale la salute è il risultato sempre in divenire di un processo aperto alla cura.
Immagino vi ricordi la storia del paradiso – più o meno perduto. Leggi tutto “Università della Svizzera italiana, Mendrisio – 23 marzo 2018 – Salus in Horto – Sul tema della salute del paesaggio”

Coltivare paesaggi poetici. Latini, Matteini

Il Poligrafo_manuale-di-coltivazione-pratica-e-poetica_Andrea DI SALVO_VìrideSono davvero significative nei risultati pratici le implicazioni teorico metodologiche dell’aver voluto intitolare questo testo, e il lavoro di ricerca che lo presuppone, al genere del Manuale : “dicesi per libro che ristrettamente contenga per guida ed istruzione dei pratici i precetti essenziali di qualche dottrina o arte, quasi a significare che se ne dee far uso frequente e averlo spesso a mano”. In  questo caso, con sottotitolo esplicativo Per la cura dei luoghi storici e archeologici nel Mediterraneo, si tratta però di un Manuale di coltivazione pratica e poetica (Il Poligrafo editore, pp. 312, € 25.00). Leggi tutto “Coltivare paesaggi poetici. Latini, Matteini”

Umberto Pasti. Peripezie botaniche in Marocco

Umberto Pasti_Bompiani_Andrea_Di_Salvo_Vìride_Il_Manifesto.jpgL’incantamento per un luogo può passare per un’epifania. Un istantaneo senso di reciproca appartenenza tanto più avvolgente quando quel luogo lo si incontra distante da noi, estraneo fin lì al nostro orizzonte. Può accadere allora, come a Umberto Pasti venti anni fa, dinanzi a una pietraia riarsa sulle colline della costa atlantica del vecchio Marocco spagnolo, a due giorni di cammino da Tangeri, là dove sopravvivono soltanto poche piante indigeste alle capre, di antivedere come quel posto “sarà” (come è sempre stato): el gharsa, il giardino di Rohuna, villaggio di cinquanta case da cui contemplare la vallata e il mare. Può accadergli perciò di “diventare giardino”. 

“Il mio corpo è diventato questo posto, questo posto è sempre stato un giardino”. Perduto in paradiso è il romanzo di questo suo farsi centro del mondo, della realizzazione di un giardino remoto dove negli anni ha raccolto molte delle specie selvatiche del Nord del Marocco, mettendole in salvo fino a farne meta di botanici, che lo scrittore Umberto Pasti intesse nell’ultimo suo libro, Perduto in paradiso (pp. 284, Bompiani, € 18). Dilettante dai molti interessi, botanico autodidatta ossessionato dagli iris e perlustratore instancabile dei sentieri delle fioriture del Marocco, Pasti orchestra diversità e protagonisti in una vivida, coinvolgente eppure delicata tessitura.
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