
Nell’affollato dibattito sul mondo delle piante e sui profondi legami che a costoro strettamente ci connettono, sempre più spesso prospettive di ricerca eterogenee vanno ad affiancarsi e intersecarsi con indagini puntuali di discipline specifiche: botanica e scienze cognitive, neurobiologia vegetale, fisiologia, paleoecologia, ma anche biosemiotica, fitoetica si incrociano con nuovi approcci storiografici e antropologici tra storia materiale e valenze simboliche, studi su arti ed estetiche del giardino si ibridano con quelli sulla genetica delle piante. Così fino a coinvolgere l’intero ambito delle humanitates ambientali che, nel dialogo tra critica culturale e ricerca scientifica vanno via via restituendo una nuova, diversa attenzione a soggettività e prospettive non umane, tentando di dar voce a vocazioni e intendimenti del mondo animale, tracce e aspirazioni del paesaggio, suoli, temporalità, intelligenze altre delle società vegetali. Interlocutori tutti di cui indagare le differenti arti di abitare il mondo anche e proprio per come concorrono a definirlo, irriducibilmente intersecandosi con l’umano.
È in questo campo di tensioni critiche che va a collocarsi anche l’inedita esigenza – come confessato, sempre a rischio di antropomorfizzazione – da parte di una affermata biologa vegetale e accademica dei Lincei di estendere il campo della sua riflessione critica al di fuori della propria disciplina.
A partire dalle proiezioni vegetali nel mito e nel mondo del simbolico, alle tracce di un linguaggio pervaso di metafore, dall’albero della vita, biblico e tassonomico, all’incrocio di migrazioni e biodiversità, dalla valenza evolutiva della cooperazione – già prima dell’ancora tutto sommato recente invenzione del fiore (con il corollario della coevoluzione con gli impollinatori), con i processi cooperativi interspecifici con i funghi – alle scelte vegetariane come stile di vita, al protagonismo delle piante per l’arte ambientale come per l’ecofemminismo, al loro ruolo diretto nella regolazione del ciclo del carbonio…
Autrice già di un saggio divulgativo dove si soffermava sul profluvio di relazioni più o meno invisibili, anche sotterranee, entro cui risulta immerso il multiforme mondo delle piante, Paola Bonfante si propone ora di superare il suo sguardo, come dice, perlopiù unilaterale da ricercatrice dove raramente vien dato spazio alla dimensione emozionale, empatica che tanto spesso caratterizza invece le relazioni uomo/donna piante (Piante, noi e loro. Biologia, simboli, sentimenti di una relazione speciale, Il Mulino, pp.192, € 18).
Nelle sue curiose incursioni in territori altri, l’autrice, che pure intuisce il rilievo della componente emotiva riconducibile al desiderio di mettersi in relazione con l’altro da sé, conferma però come una sorta di tabu impedisca ai ricercatori di affrontare questioni controverse su come le piante siano senzienti o quali siano i tratti di una loro specifica intelligenza, che vada oltre l’adattamento reattivo, senza leggervi ancora una pericolosa antropomorfizzazione.
Quale sia la loro capacità di percepire consapevolmente il mondo nella rilevazione ed elaborazione multisensoriale dei dati, quali i movimenti, delle parti aeree come delle radici, intesi deliberatamente a un obiettivo (arrampicarsi, ripiegarsi delle foglie di fronte a un pericolo, chiudersi per catturare una preda nel caso delle carnivore), quale la memoria che integri esperienza e presente, apprendimento, interazione e comunicazione (acustica, chimica, sotterranea), valutazione del rischio e capacità di decidere (quando fiorire, quando germogliare), distinzione del sé e degli altri, strategie sociali in forma di comportamenti competitivi o cooperativi.
Non mancano appunti e critiche sottotraccia ai termini di un dibattito che nell’inestricabile dialettica tra fisiologia e comportamento.investe posizioni le più diverse.

Dalla voce del filosofo della scienza Paco Calvo a quella di divulgatrici di grande successo come Zoë Schlanger (Le mangiatrici di luce), o del biologo e micologo Merlin Sheldrake (La vita segreta dei funghi). A riflessioni come quelle – per differenza – dello psicobiologo vegetale Umberto Castiello, docente di questo inedito insegnamento dell’Università di Padova. E alla figura dell’albero madre proposta dall’ecologa Suzanne Simard a suggerire una dimensione sociale nel mutuo scambio di nutrienti e informazioni per via reti sotterranee. Fino anche alla lettura multilivello della docente di Ecologia evolutiva Monica Gagliano integra come strumenti d’indagine al confine tra scienza convenzionale e saperi tradizionali anche incontri da presso con mediatori e sciamani delle piante, tramite lucidi sogni, visioni, apologhi, canti medicinali (icaros).
Un dibattito da ricondurre nel perimetro delle riflessioni sul postumanesimo, di una rilettura critica del paradigma che vuole irriducibile l’opposizione tra le polarità di natura e cultura, dove non basta, nell’apertura di finestre su mondi altri dal proprio sguardo disciplinare, giustappore piccole, utilissime lezioni di biologia vegetale per ciascun tema. Sporgersi appena dal proprio ambito nel pur necessario puntualizzare singolari determinazioni e perimetri.

La presa in conto (anche) delle piante come soggetti di personalità e diritti, il misurarsi con la loro alterità, il corto circuito avviato nell’ambito dei quantomai interdisciplinari Critical Plant Studies, o in quelli della “svolta animale” (Animal Turn), dove il dibattito sullo status degli agenti non umani si declina all’incontro di assunti, linguaggi, metodologie assieme scientifici, etici e filosofici – seppure con esiti talvolta non esenti da estremismi e parzialità – rilevano davvero quando configurano nuove visuali, domande impensate. Se interrogano e scardinano snodi, riconsiderano altrimenti storie, chiavi di lettura, concettualizzazioni della vita.
Paola Bonfante, Piante, noi e loro. Biologia, simboli, sentimenti di una relazione speciale, Il Mulino, pp.192, € 18, recensito da Andrea Di Salvo su Alias della Domenica XVI, 18, Supplemento deIl Manifesto del 3 maggio 2026





















































