Pianerottole. Piante condivise fuori dall’uscio

Le pianerottole_Biblion_Andrea Di Salvo_Vìride_Il Manifesto.jpgNell’aspirazione che ci caratterizza come specie a tutto ordinare, rinominando il mondo per conoscerlo, una serie di appellativi trasversali individuano raggruppamenti di piante che volta a volta definiamo pioniere, quando assolvono alla funzione di avviare la vita su suoli nuovi, o invece messicole se nei campi coltivati si associano ai cereali, o ancora ruderali nel caso di quelle tipiche dei terreni aperti o dei bordi delle strade,
C’è poi, per estensione e in assonanza trasversale con le famiglie evocate dalla convenzionale catalogazione ereditata da Linneo, un’insospettata, variegata e composita consorteria di piante denominate Pianerottole, quelle che, con grande efficacia, illustrano e presidiano una dimensione botanico esistenziale degli spazi interstiziali del nostro urbano abitare caseggiati e condomini, passaggi comuni, ballatoi. Leggi tutto “Pianerottole. Piante condivise fuori dall’uscio”

Santiago Beruete e l’utopia dei giardini

Giardinosofia_vìride_Andrea_Di_Salvo_il_Manifesto_AliasPartendo dal presupposto che una consonanza stretta risuoni tra creazione dei giardini e esercizio del pensiero, quella che l’antropologo e filosofo spagnolo, nonché giardiniere, Santiago Beruete ci propone nelle quasi 500 pagine del suo Giardinosofia è di fatto un’originale, godibile assai, interdisciplinare scorrazzata tra gli snodi della cultura (occidentale), sub specie giardiniera (Ponte alle Grazie, pp. 478, € 22, traduzione Elisa Tramontin).

Con sottotitolo programmatico Una storia filosofica dei giardini (da preferirsi al plurale, come nell’edizione originale), si evidenzia come i giardini risultano spesso nella storia del pensiero tramite privilegiato di diffusione e amplificazione di idee e mondi. Leggi tutto “Santiago Beruete e l’utopia dei giardini”

Haskell. Gli alberi in comunità

Haskel_Il canto degli aberi_Einaudi_Vìride_alias_il Manifesto_Andrea_di_salvoPer quanto ogni capitolo sia intitolato a un singolo esemplare, uno specifico albero – cui d’altro canto solitamente associamo il protagonismo della sua individua verticalità –, in realtà la voce in partitura che amplificata ci rimanda la penna felice del naturalista David George Haskell nel suo Il canto degli alberi, piuttosto che non quella di singoli solisti, è il risultato di una sinfonia di storie che da questi grandi connettori naturali promana a dar conto dell’interdipendenza della rete del vivente (Einaudi, pp. 297, € 28.00, traduzione Chiara Stangalino). Leggi tutto “Haskell. Gli alberi in comunità”

L’architetto nel paesaggio, da Petrarca in qua

L’Assunto che vuole conferire all’architettura “un ruolo cruciale nella costruzione di senso dei paesaggi” permea l’ambizioso progetto in cui si cimenta Marco Trisciuoglio nel ripercorrere le tracce delle “cose dette” attorno all’idea di paesaggio, andando alla ricerca di una sua archeologia proprio a partire dalle pratiche discorsive dell’architettura. Disciplina che, pur muovendosi nel dominio del costruito, si confronta qui con un oggetto estetico, un sentire ritagliato nello sguardo con il quale lo si coglie, un operare senza firma o, per meglio dire, dalla firma condivisa con molte altre forme del vivente.

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Costellazioni. Incontri sui paesaggi che saranno

Ad orientarci nella considerazione critica e propositiva dei paesaggi a venire, la Società Scientifica Italiana di Architettura del Paesaggio, IASLA, chiama oggi a raccolta a Roma, dalle 10 alle 18, presso l’aula magna della Facoltà di Architettura di Piazza Borghese, con la sua prima conferenza annuale intitolata Costellazioni. Incontri sui paesaggi che saranno.

Costellazioni come sistemi armonici di senso che consentono di situarci, costruire una mappa dello stato della disciplina e dei saperi con essa in dialogo continuo, per tracciare nuove rotte, muovere consapevolmente alla volta di nuove azioni. Leggi tutto “Costellazioni. Incontri sui paesaggi che saranno”

Il giardino in dialogo con l’arte contemporanea – Simposio a Villa Medici

A Villa Medici un convegno che interroga l’artificio e la continua trasformazione degli spazi verdi
Il divenire continuo che caratterizza la vita in ogni giardino, al pari con la consapevolezza del suo dipendere da noi in quanto artificio, la sua impermanenza insomma e assieme il suo trasformarsi con il variare di sensibilità e culture che pure lo rendono costitutivamente sempre a noi contemporaneo, tutto ciò ci confronta con il tema del disfarsi e ricomporsi dell’identità del progetto originale (?), come pure, oltre la sua primitiva costituzione d’avvio, con il nodo delle molte sue vite a seguire. Le tante afterlife cui vanno incontro in particolare quella sorta di documenti viventi che sono a vario titolo i giardini storici.
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Stefano Mancuso e le piante come piante

Mancuso_incredibile viaggio delle piante_Grisha Fisher_Laterza_Andrea Di Salvo_Vìride_Alias_Il ManifestoA differenza di tante altre storie, volta a volta culturali o etnologiche, popolari, tradizionali, mitologiche o ancora farmacologiche e .. botaniche, che ci introducono al mondo delle piante, ancora in questo suo ultimo libro, L’incredibile viaggio delle piante, il neurobiologo vegetale con pallino per la divulgazione Stefano Mancuso ce le racconta invece nella loro essenza. Nel loro essere cioè piante (Editori Laterza, pp. 144, € 18.00). Leggi tutto “Stefano Mancuso e le piante come piante”

Giardini in prestito. Per un’arte felice del vivere tra le rovine. ILMONDOINFINE

IlMondoINfine_Galleria Nazionale_Andrea_Di_SalvoSul declinare di un’era dove noi umani figuriamo come i maggiori responsabili del destino del pianeta, un antropocene exeunte che, dopo davvero rapida epifania su questa terra, rischia a breve, almeno in termini geologici, di eclissarsi (eclissandoci) [1], molto ci può aiutare l’esercizio di pensare allora “il mondo senza di noi”, umani[2].

Immaginare cioè quanto tempo il pianeta impiegherebbe a digerire le tracce del nostro istantaneo passaggio (ad oggi siamo comunque ben al di sotto del pur breve tempo medio di vita di ogni specie prima dell’estinzione). Leggi tutto “Giardini in prestito. Per un’arte felice del vivere tra le rovine. ILMONDOINFINE”

Il pennello largo del Magistero di von Humboldt

Alexander_vonHumboldt_Quadri della natura_Vìride_Andrea_Di_SalvoGià nell’affermarsi di un’idea di mondo come rete di elementi connessi in un insieme organico, come poi nel più recente riaffacciarsi, a tratti, di una visione dove ogni singolo elemento partecipa del tutto mantenendo comunque la propria specificità, si proietta in controluce – dal suo lontano ‘800 di rivoluzioni e restaurazioni – il magistero del naturalista ed esploratore, ma anche geografo e botanico, e … Alexander von Humboldt.
Tanto celebrato in vita per via dell’ampiezza del suo modo di promuovere la ricerca e per la felicità del suo raccontarla, quanto poi offuscato dal successivo autoconfinarsi delle scienze nel ridotto delle specializzazioni disciplinari. Anche se la sua opera – come evidenzia la più recente biografia disponibile a cura di Andrea Wulf  – avrebbe ispirato nel tempo e per varie generazioni scienziati e poeti. Da Henry David Thoreau, Ralph Waldo Emerson, fino a Ernst Haeckel e John Muir. Leggi tutto “Il pennello largo del Magistero di von Humboldt”

Emanuele Coccia e la mescolanza delle piante

Coccia_La vita delle piante_Vìride_Andrea Di SalvoPer sapere cos’è il mondo occorre rivolgersi alle piante. Guardare a quella loro alterità che sola consente il dispiegarsi del vivente sul pianeta. È quanto suggerisce Emanuele Coccia nel suo ultimo libro, ad esse intitolato. Con sottotitolo inteso però a metterci sull’avviso, La vita delle piante. Metafisica della mescolanza (Il Mulino, pp. 159, € 14,00). Qui, come in una partitura ben congegnata, in un ritornare di temi che tende a radicale unità, che contempla diversi registri, dall’argomentare incrementalmente “per converso” a una mirabile Ode al respiro che apre il capitolo ottavo, l’autore ci conduce secondo diversi livelli di lettura verso e attraverso una paideia del consistere inseparato eppure distinto della mescolanza universale come forma del mondo che, appunto, a suo dire le piante magistralmente illustrano e ci additano.

Premessa, come vien detto, per “rifondare una cosmologia, unica forma di filosofia da considerarsi legittima”, è un’esplorazione vegetale sui generis scandita in tre teorie: della foglia, tessuto connettivo cosmico che implica e comporta la mescolanza; della radice, dispositivo di congiunzione della terra al cielo di un nuovo eliocentrismo; del fiore, forma paradigmatica della razionalità in intersezione di diversità (passando per il seme, coincidere di esistenza singolare e necessità cosmica). Leggi tutto “Emanuele Coccia e la mescolanza delle piante”