Università della Svizzera italiana, Mendrisio – 23 marzo 2018 – Salus in Horto – Sul tema della salute del paesaggio

Salus in Horto – Sul tema della salute del paesaggio

Salus in horto. Salute/Salvezza. Oltre il gioco di slittamenti di senso tra specifico terapeutico, cui pure cercherò di guardare, e valenza ideale, mi soffermerò piuttosto su questa seconda più ampia dimensione.
Università Svizzera_Convegno andrea_di_salvo_Viride_marzo 2018
Centrale è la questione del cosa è salutare, ed è suggerita dal semiologo Paolo Fabbri che individua almeno due modi possibili di essere salvi[1]. Validi direi anche in giardino.
C’è il modo che ci preserva dalle perturbazioni esterne a difesa della nostra integrità.
Essere salvi significa quindi restare assoluti, lontano dalle cure, nel senso delle preoccupazioni.
Diversamente, c’è il modo secondo il quale la salute è il risultato sempre in divenire di un processo aperto alla cura.
Immagino vi ricordi la storia del paradiso – più o meno perduto. Leggi tutto “Università della Svizzera italiana, Mendrisio – 23 marzo 2018 – Salus in Horto – Sul tema della salute del paesaggio”

La città dei giardini chiama a raccolta la politica

La sensazione di temporaneo sollievo, di tregua dalla tenaglia del calore e dello smog che subito si avverte passeggiando lungo un’alberata o entrando nel giardino di una villa, specialmente nelle nostre città dove sempre più si va concentrando la maggioranza della popolazione, rende immediatamente evidenti anche ai nostri sensi quella serie di dati statistici che da tempo ripetono alla nostra ragione i costi che ogni giorno scontiamo per carenza di investimenti in giardini e spazi verdi. Costi, per difetto di intervento, che ci gravano in termini sociali, ambientali ed economici, di surriscaldamento e inquinamento, costi che investono la salute e il ben essere. Leggi tutto “La città dei giardini chiama a raccolta la politica”

Auditorium Parco della Musica Roma – 21 maggio 2017 – A chi serve la bellezza

Auditorium parco della Musica - Festival_21-5-17_Paidea al paesaggio_Andrea_di_Salvo_VìrideSulle tracce di una paideia al paesaggio
Nella variante qui in programma di questo titolo A chi serve la bellezza, suggerito da Franco Zagari e tratto da Antonioni, non c’è neanche un punto interrogativo, tanto la questione, estrapolata, risulta retorica.
A tutti. La bellezza è un’arte del vivere come Il paesaggio è un’arte del vivere.
Nei dintorni di quest’arte ci muoviamo in molti a seguire le tracce disperse del progressivo costituirsi di una paideia al paesaggio che tanto ci sta a cuore.
Chiamo paideia quella forma di cultura e educazione che è insieme habitus mentale e formazione permanente in atto.
Paideia al paesaggio dove si combinano quindi un’attitudine critica (Cultura) centrata (o annodata) sul paesaggio e una sua specifica pratica, di analisi e proposta: quella del progetto di paesaggio.
Elementi che combinandosi, concorrono a definire un pensiero-in-azione … del paesaggio … vissuto.
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Le rose di Gramsci. Estasi vegetali – Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea 5 gennaio 2017

Dove si parla di affetti e relazioni con le piante e del desiderio quotidiano di luce e di grazia
A cura di Andrea Di Salvo e Lucilla Zanazzi
Le rose di Gramsci SensibileComune Andrea Di Salvo
Anteprima evento – domenica 15 gennaio 2017 mostra SENSIBILE COMUNE. Le opere vive GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA – Roma –14-22 gennaio 2017 via Antonio Gramsci 71 – Roma, h. 11.30


Le rose di Gramsci  18… persone raccontano ciascuna per 7 minuti la propria estasi vegetale e la resistenza che ne scaturisce
Può cambiare il corso di una vita per un incontro vegetale? Si può disseminare nella propria quotidianità un’esperienza contemplativa che parte proprio dalle piante? Cosa accade quando la tensione a esistere di un umano e di un arbusto confluiscono in un gesto di cura dell’uno sull’altro?

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Bellezza e civitas. Franco Zagari – Architettura e paesaggio. Una mostra, un libro, un convegno in quattro sessioni. Pisa Bastione di San Gallo ottobre 2016

Bellezza e civitas Mostra Franco Zagari Andrea Di Salvo Vìride_Bellezza e civitas –21 ottobre 2016 – Pisa Bastione di San Gallo

Buon pomeriggio
Ringrazio tutti, di esser qui e Franco Zagari per primo per questa occasione che a tutti noi consegna, e che, com’è inevitabile trattandosi di lui, è occasione “di bilancio ma anche e soprattutto di rilancio”.
Ringrazio fuor di retorica la città di Pisa e il suo dinamico Laboratorio permanente che con intuito e tempismo – perché il tempo è maturo – coglie l’opportunità di proporre il lavoro del “maestro di architetture e paesaggi” Zagari, come innesco di una più ampia riflessione, che guardando al futuro, anti-vedendo prospettive possibili, individua intanto già da ora nella rigenerazione del paesaggio la leva prioritaria di indirizzo e sviluppo per la propria contemporaneità.
Come ci è stato illustrato, il convegno che oggi si avvia è parte di una complessa macchina pensante e proponente – propositiva – che vede interagire virtuosamente la mostra, i workshop, gli eventi correlati. Finendo con ciò per assomigliare al pensiero in azione di Zagari che procede integrando diagnosi e interpretazioni, sperimentazioni e progetti, esempi di bellezza e sogni da perseguire.
Premetto che non tratterò dell’opera di Franco Zagari, se non indirettamente parlando di cultura del [progetto di] paesaggio. Meglio di me lo faranno allievi, critici amici collaboratori, interpreti… (anche autori di libri, su Franco).
Distribuito in quattro giornate e altrettanti temi, il convegno con la sua rete che si dilata a comprendere contributi e suggestioni, dalla drammaturgia alla letteratura, al cinema, alla performatività dell’arte si intitola con una dittologia che afferma una necessità. Quella della correlazione serrata di Bellezza e Civitas: due termini centrali nel lessico-pensiero di Franco Zagari. Leggi tutto “Bellezza e civitas. Franco Zagari – Architettura e paesaggio. Una mostra, un libro, un convegno in quattro sessioni. Pisa Bastione di San Gallo ottobre 2016”

Presentazione di Tornare al giardino di Marco Martella –Aula magna Facoltà di Architettura, Piazza Borghese 9 Roma, 28 aprile 2016

Tornare al giardino, il libro di Marco Martella è un libro poetico, nel senso che però riflette e si pone su un terreno che è quello dell’agire poetico, la poiesis (distinta dalla poesia come l’esser filosofi è diverso dal vivere filosoficamente).
E se, secondo l’affermazione di un poeta, Mario Luzi, un titolo è quasi sempre un mantra, qualcosa di misterioso che viene da molto lontano, Tornare al giardino si riconnette con Il giardino perduto (titolo originale del trattato-manifesto di Jorn de Precy – sempre alias Marco Martella[1].

È un giardino smarrito piuttosto che perduto. Perché anche se in exergo Penone dice che il bello di perdersi nel labirinto dei giardini è non ritrovarsi, il libro di Martella sembrerebbe invece se non una mappa dove trovare riferimenti precisi per orientarsi, una metodologia in miniatura per farsi cartografi del proprio ritrovarsi.

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Il gusto aspro del paesaggio

Stenta ancora ad affermarsi nel senso comune l’evidenza che quella complessa molteplicità di relazioni che chiamiamo paesaggio (variabili naturali, culture materiali, proiezioni mentali) non sia soltanto un lascito del lavoro e della sapienza delle generazioni precedenti, quanto piuttosto l’esito in divenire della nostra capacità di reinterpretarlo creativamente. Aggiungendovi ogni giorno il protagonismo contraddittorio delle nostre tante attualità. Eppure, questa consapevolezza comincia talvolta a farsi condivisa, fino alla presa di parola e di responsabilità da parte delle comunità dei luoghi. E ciò va insieme al progressivo diffondersi di una cultura del “paesaggio vissuto” fatta di educazione continua dello sguardo e dei sensi, delle emozioni e dei saperi, ma anche di formazione e divulgazione, del convergere di conoscenze ultradisciplinari, imperniate su una visione strategica e un’articolata metodologia progettuale. Leggi tutto “Il gusto aspro del paesaggio”