Bellezza e civitas. Franco Zagari – Architettura e paesaggio. Una mostra, un libro, un convegno in quattro sessioni. Pisa Bastione di San Gallo ottobre 2016

Bellezza e civitas Mostra Franco Zagari Andrea Di Salvo Vìride_Bellezza e civitas –21 ottobre 2016 – Pisa Bastione di San Gallo

Buon pomeriggio
Ringrazio tutti, di esser qui e Franco Zagari per primo per questa occasione che a tutti noi consegna, e che, com’è inevitabile trattandosi di lui, è occasione “di bilancio ma anche e soprattutto di rilancio”.
Ringrazio fuor di retorica la città di Pisa e il suo dinamico Laboratorio permanente che con intuito e tempismo – perché il tempo è maturo – coglie l’opportunità di proporre il lavoro del “maestro di architetture e paesaggi” Zagari, come innesco di una più ampia riflessione, che guardando al futuro, anti-vedendo prospettive possibili, individua intanto già da ora nella rigenerazione del paesaggio la leva prioritaria di indirizzo e sviluppo per la propria contemporaneità.
Come ci è stato illustrato, il convegno che oggi si avvia è parte di una complessa macchina pensante e proponente – propositiva – che vede interagire virtuosamente la mostra, i workshop, gli eventi correlati. Finendo con ciò per assomigliare al pensiero in azione di Zagari che procede integrando diagnosi e interpretazioni, sperimentazioni e progetti, esempi di bellezza e sogni da perseguire.
Premetto che non tratterò dell’opera di Franco Zagari, se non indirettamente parlando di cultura del [progetto di] paesaggio. Meglio di me lo faranno allievi, critici amici collaboratori, interpreti… (anche autori di libri, su Franco).
Distribuito in quattro giornate e altrettanti temi, il convegno con la sua rete che si dilata a comprendere contributi e suggestioni, dalla drammaturgia alla letteratura, al cinema, alla performatività dell’arte si intitola con una dittologia che afferma una necessità. Quella della correlazione serrata di Bellezza e Civitas: due termini centrali nel lessico-pensiero di Franco Zagari. Leggi tutto “Bellezza e civitas. Franco Zagari – Architettura e paesaggio. Una mostra, un libro, un convegno in quattro sessioni. Pisa Bastione di San Gallo ottobre 2016”

Presentazione di Tornare al giardino di Marco Martella –Aula magna Facoltà di Architettura, Piazza Borghese 9 Roma, 28 aprile 2016

Tornare al giardino, il libro di Marco Martella è un libro poetico, nel senso che però riflette e si pone su un terreno che è quello dell’agire poetico, la poiesis (distinta dalla poesia come l’esser filosofi è diverso dal vivere filosoficamente).
E se, secondo l’affermazione di un poeta, Mario Luzi, un titolo è quasi sempre un mantra, qualcosa di misterioso che viene da molto lontano, Tornare al giardino si riconnette con Il giardino perduto (titolo originale del trattato-manifesto di Jorn de Precy – sempre alias Marco Martella[1].

È un giardino smarrito piuttosto che perduto. Perché anche se in exergo Penone dice che il bello di perdersi nel labirinto dei giardini è non ritrovarsi, il libro di Martella sembrerebbe invece se non una mappa dove trovare riferimenti precisi per orientarsi, una metodologia in miniatura per farsi cartografi del proprio ritrovarsi.

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Il gusto aspro del paesaggio

Stenta ancora ad affermarsi nel senso comune l’evidenza che quella complessa molteplicità di relazioni che chiamiamo paesaggio (variabili naturali, culture materiali, proiezioni mentali) non sia soltanto un lascito del lavoro e della sapienza delle generazioni precedenti, quanto piuttosto l’esito in divenire della nostra capacità di reinterpretarlo creativamente. Aggiungendovi ogni giorno il protagonismo contraddittorio delle nostre tante attualità. Eppure, questa consapevolezza comincia talvolta a farsi condivisa, fino alla presa di parola e di responsabilità da parte delle comunità dei luoghi. E ciò va insieme al progressivo diffondersi di una cultura del “paesaggio vissuto” fatta di educazione continua dello sguardo e dei sensi, delle emozioni e dei saperi, ma anche di formazione e divulgazione, del convergere di conoscenze ultradisciplinari, imperniate su una visione strategica e un’articolata metodologia progettuale. Leggi tutto “Il gusto aspro del paesaggio”

Il paesaggio come sfida. 3-4 marzo 2016. Università la Sapienza, Facoltà di architettura, Aula Magna di Piazza Borghese

Presagi di paesaggio in atto

Un doppio paradosso sembra oggi investire il destino attuativo del concetto di paesaggio. Che nell’affollamento di pareri e veti incrociati che ne investono il ruolo, o per ipertrofia di aspettative di supplenza in esso riposte rischia, aspettando Godot, di marcare a vuoto il passo e di ridursi a immobile autocontemplazione. O di funzionare, invece, da nave corsara, concorrendo nel mentre a disegnare inedite cartografie di presumibili paesaggi in corsa.

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Presentazione di Paesaggi di Calvino di Fabio Di Carlo – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma -MAXXI

Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma -MAXXI, 23 gennaio, 18.30 [1]

persentazione MAXXI Calvino Fabio di carlo Andrea Di Salvo VìridePer parlare del libro di Fabio Di Carlo, Paesaggi di Calvino, dopo averne scritto[2] su Vìride, la rubrica che tengo ogni quindici giorni sul supplemento culturale della domenica de Il Manifesto, Alias, vorrei far parlare Calvino. Che pure, di sé, poco amava parlare. Ma, tant’è.
In un passo autobiografico che qui torna utile per sintetizzare quanto mi interessa per cominciare, Calvino dice:

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Cacciatori di piante

Prefazione di Andrea Di Salvo alla riedizione italiana di Michael Tyler Whittle    I cacciatori di piante. Delle avventure di piante, botanici ed esploratori che hanno arricchito i nostri giardini, pp. 328, €18, DeriveApprodi 2015 Su ciò ascolta anche

copertin I cacciatori di pianteDell’irrimediabile nostalgia dell’ossessione di cacciare piante

Se, a voler guardare le cose dal punto di vista delle prede, venir sottratte al proprio habitat, spesso brutalmente ad opera dei cacciatori di piante che intitolano questo volume, per poi finire all’altro capo del mondo, non deve necessariamente essere stato un piacere, a ben vedere non si è trattato nemmeno di un’inedita disdetta. Da sempre le piante si muovono per moltiplicare attraverso le più differenti strategie il raggio d’azione del loro spazio e le opportunità di vita, usando per diffondere la discendenza i più diversi vettori: il vento, il mare sul quale navigano di isola in isola le noci di cocco, gli animali, … l’uomo.
Raccoglitore nomade, poi orticultore e infine, come in questo caso, cacciatore …dedicato.
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La signora dei collezionisti del verde

Postfazione in forma di intervista a Lucilla Zanazzi, Uomini e piante. Le passioni dei collezionisti del verde, pagg. 400, €22 DeriveApprodi, 2013
uomini e piante Lucilla Zanazzi

La signora dei collezionisti del verde
Tutti la conoscono nell’ambiente degli appassionati del verde. Lucilla. Signora delle piante e dei fiori senza snobismi di complemento ma con quella sapienza un po’ poetica e perciò maieutica di chi come per caso è arrivato a distillare multiformi sensibilità e immaginifiche piste di cultura in movimento. Curiosità, empatia per la vita (financo quella degli umani), sempre filtrata con lo sguardo traverso, sbarazzino, tra il beffardo e il benevolo. Leggi tutto “La signora dei collezionisti del verde”