Paesaggi come fisionomie parlanti. Luoghi di valore alla Fondazione Benetton

Sembra oramai diffondersi sempre più ampiamente la consapevolezza del rilievo del paesaggio che abitiamo – e che ad ogni passo produciamo – come fisionomia parlante, proiezione concreta del benessere con-diviso cui tende un qualsivoglia progetto di società che non sia basato sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse (naturali e umane). Oltre l’attitudine che tutto vorrebbe preservare, diventa invece chiaro che il modo migliore per render vivo il valore di quei luoghi vissuti che costituiscono il nostro spazio esistenziale sta proprio nel reinterpretarli creativamente. Un paesaggio con-temporaneo, da assumere nelle sue molteplicità, misurandoci propositivamente anche con le sue fisionomie stravolte.
Illustra il processo, leggendolo oltre le lenti del dibattito teorico tra specialisti, il racconto dell’esperienza pluriennale della manifestazione Luoghi di valore, avviata su impulso e a cura della Fondazione Benetton Studi Ricerche nell’ambito della provincia di Treviso e intesa a rilevare dalla voce diretta dei protagonisti quale sia la percezione del “valore” attribuito ai luoghi da parte di uno sguardo ad essi “interno”. Con lo stesso titolo, il volume ripercorre ora e interroga gli esiti di quel dialogo corale intrattenuto nel corso di sei edizioni, dal 2007 al 2012, con cittadini, scuole, comunità coinvolte a partire dalla sollecitazione in forma di appello diretto a indicare e descrivere i luoghi a loro avviso ritenuti di valore, spiegandone le ragioni (sottotitolo Un’esperienza nel territorio di Treviso, nel solco della Convenzione Europea del Paesaggio), edizione bilingue a cura di Simonetta Zanon, Fondazione Benetton Studi Ricerche con Antiga Edizioni, pp. 320, € 25.00.
Con una metodologia avvolgente, incrementale, alle numerose segnalazioni iniziali son seguiti questionari di approfondimento e interviste condotte nei luoghi indicati. La profusione e varietà dei materiali raccolti (circa 10.000 foto; filmati, lavori scolastici), confluiti poi in annuali “mostre delle segnalazioni” visitate nelle diverse edizioni da più di 13.000 persone e infine catalogati in una banca dati interrogabile, dà la misura del coinvolgimento e della ricchezza delle più diverse sensibilità.
Senza censure né interventi correttivi, a tutti i luoghi segnalati è stata riconosciuta l’attestazione di “luogo di valore”. Un’indicazione, quella del valore, che sfugge a ogni presunzione classificatoria, fondata com’è nel rapporto diretto con i luoghi, nella loro intima, puntuale individuazione, piuttosto sui registri del coinvolgimento diretto dell’affezione, sulla singolarità della percezione, su un’irriducibile soggettività dello sguardo.
Per un “valore” insomma che, nel rincorrersi di significati, vissuti, proiezioni, dall’intimo universale delle relazioni che istituiamo con i luoghi, vive poi e si evolve nel patto sempre rinnovato tra questi e chi ne è partecipe, singolarmente e collettivamente, il che, come si intravede, va assieme alla presa di parola e di responsabilità sul paesaggio da parte delle comunità.

Luoghi di valore. Un’esperienza nel territorio di Treviso, nel solco della Convenzione Europea del Paesaggio), edizione bilingue a cura di Simonetta Zanon, Fondazione Benetton Studi Ricerche con Antiga Edizioni, pp. 320, € 25.00 recensito da Andrea Di Salvo su Alias della Domenica VI, 43, Supplemento de Il Manifesto del 20 novembre 2016

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