Fra socialità e diversità. La vita segreta delle formiche

Rifuggendo dalla tentazione, tutta inevitabilmente antropocentrica, del ripercorrere per analogie presunte affinità tra il mondo delle formiche – sulla terra da almeno cento milioni di anni ed evolutesi poi fino a un mirabile grado di organizzazione sociale – e il nostro umano, tutto sommato recente, affaccendarci in comunità, tra individualità e gruppo, altruismo e egoismo, nel loro Minimi giganti Susanne Foitzik e Olaf Fritsche ci introducono alla vita segreta delle formiche (Aboca, pp. 254, € 22,00). Illustrandone con penna leggera e sfacciata indiscrezione stili di stili di vita e organizzazione in caste, associazioni in colonie – da (relativamente) pochi individui fino a costituire megalopoli da 2-3 milioni di individui, con migliaia di camere, percorsi, sistemi di aereazione, infrastrutture diversificate per utilizzi –, modalità di riproduzione e comunicazione, comportamenti e malattie che possono colpirle e la farmacopea che può derivarne ed ispirarci.

Tra misurata individualità e cooperazione, divisione dei compiti e decisioni frutto di processi efficienti e decentralizzati, questo megaminimondo di superorganismi rivela varie gradazioni di eusocialità, dove abnegazione per il gruppo e comportamenti auto sacrificali esemplati alla trasmissione alle generazioni successive dei propri geni figurano come una sorta di intelligenza sociale distribuita.

Tra le moltissime specie (oltre 16.000), le trivellatrici che non sanno camminare se non a testa in giù come quando si aggrappano ai soffitti delle gallerie che scavano nel legno o le legionarie (carnivore senza fissa dimora), le formiche proiettile e quelle specializzate nella tecnica di volo a vela. Quelle che allevano cimici, cicale e afidi spostandoli di pascolo in pascolo e, per quanto in genere le formiche siano scarse impollinatrici, le vegane tagliafoglie  che fanno giardinaggio coltivando e alimentando nel loro nido il micelio di un fungo con cui sono coevolute, quelle che in simbiosi mutualistica coltivano, curano e difendono dai patogeni determinate piante (dette mirmecofile, oltre 100 specie vegetali anche carnivore) in cambio di ospitalità e nutrimento e, ancora sul tema, le formiche tessitrici, con i loro orti-giardini pensili.

E via così, sempre giocando sul filo della combinazione di somiglianze e differenze, esplorando tendenze e specificità, in una ben ricca biodiversità di soluzioni.

Susanne Foitzik e Olaf Fritsche, Minimi giganti. La vita segreta delle formiche, Aboca, pp. 254, € 22,00, recensito da Andrea Di Salvo su Alias della Domenica XI, 7, Supplemento de Il Manifesto del 14 febbraio 2021