
Nella vivace collana dell’editore Ediciclo, Piccola filosofia del viaggio, dedicata a riflessioni ispirate dal vagabondare alla scoperta di spazi, silenzi, incantesimi di strade bianche, nebbie, pause e mappe, sentieri e ascensioni, figura ora anche un Piccolo diario di un giardiniere imperfetto, sottotitolo del volumetto I segreti delle radici a firma di Stefano Mecorio, autore anche di alcune Guide sentimentali per il Consorzio camminatori indipendenti che sul filo del cammino lento intrecciano itinerari di natura e storia locale (Ediciclo editore, pp. 92, € 9,50).
Oltreché dell’esser giardiniere, il diario è qui, anche, specialmente quello, individuato, di un modo di vivere. Cornice per raccontare di un bilancio dell’essenziale, discretamente gigioneggiando, a tratti sopra le righe a scapito, parrebbe, fin anche del giardino.
Un trasferimento in campagna e un cambio di mestiere, successi e insuccessi, ritmi, priorità. E una passione per la natura scoperta in tarda età da consegnare allo sguardo libero del neofita.
Da un decennio, nei tre ettari scarsi di giardino che impongono scelte su scala ridotta, Mecorio pianta di tutto, a partire, improvvidamente, da quella prima ”ala anarchica, cialtrona e spregiudicata” dell’impervia costa nord esposta a tramontana, che pure nel tempo comincia a farsi grande.
Confessa di scegliere le piante d’istinto. Per ingordigia e curiosità, anche se di ognuno di quei “legni vivi” ricorda poi ogni attimo di vita.
Se la salvezza è nel tempo dilatato del percorrere le strade di campagna dove si concentrano milioni di storie intrecciate tra loro, l’indispensabile piacere della passeggiata quotidiana in quello scrigno che è il giardino evoca la cura dell’anima.
Tra irresolubili dilemmi – sul fatto che gli alberi vadan piantati in autunno o in primavera –, predilezioni – il gelso su tutti che cresce in fretta e però anche gli alberi dai frutti non commestibili né dalle grandi fioriture –, ossessioni, antipatie – i cipressi detestati perché non fanno ombra, le tetre magnolie, i malefici oleandri (pungono, sporcano: sic) –, si fa strada dopo tanto piantare il fascino del rovo.
L’idea di superare le forzature di un progetto che si presuppone. O, quantomeno, di farsi ispirare dall’osservazione, dal procedere e ritrarsi della macchia, accogliendone magari i sambuchi. A contemplare come unico organismo, giardino, bosco, orto, emozioni, stati d’animo; con le api, le galline e i loro irriducibili modi di stare al mondo; affiancando ai gelsi, fruttiferi rari come ilbanano di montagna, la statunitense Asimina triloba, l’asiatica albizia, la cinese Hovenia dulcis dall’edibile picciolo zuccherino; e, in estensione, annettendo pure la veranda con la sua vita bifronte, di giorno laboratorio per distillare succhi e marmellate, conserve e sughi e a sera consesso d’incontri, ospizio al convergere di compagnie, parole, propositi, chimere.

Procedendo sul filo delle stagioni, anch’esse più o meno predilette, con l’andirivieni dei vasi dentro e fuori dalla serra, il ristare dell’estate dopo l’affacciarsi di gemme e fioriture in primavera, l’inverno delle radici – quelle del titolo, certo non della provocatoria copertina di tronchi d’edera che serrano l’ospite –, dopo l’autunno dei trapianti, a farsi largo è il pensiero del travasare, del tramandare.
Come già avviene per le piante in vaso che Clara, anziana maestra di giardino di Mecorio, periodicamente gli affida perché transitino in quello suo nuovo. Così, nell’ineludibile interrogativo che fin d’ora s’insinua, sulle tantevite a venire di quel giardino provvisorio e sempre in divenire (sul suo dipendere da noi in quanto pur sempre in artificio).
Sul sempre disfarsi e ricomporsi dell’imperfetta, per definizione, sua identità originale (?), sulle sue molte afterlife che si protendono a seguire oltre di noi.
Stefano Mecorio, I segreti delle radici. Piccolo diario di un giardiniere imperfetto, collana Piccola filosofia del viaggio, Ediciclo editore, pp. 92, € 9,50, recensito da Andrea Di Salvo su Alias della Domenica XVI, 5, Supplemento de Il Manifesto del 1° febbraio 2026


