Intraprendenti rampicanti

Silvestro Lega, Un dopo pranzo (Il pergolato), 1868, Milano, Pinacoteca di Brera

Inerpicate su per tutori, spalliere o graticci, gazebi, gloriette, pergole, arcate e bersò, le piante rampicanti risultano, come poche altre, protagoniste del nostro contemporaneo intrattenere la cura del giardino, come già dei suoi diversi stili storici – dal quello medievale, con pergole di vite e rose rampicanti tra piante eduli o da frutto e medicamentose, a quello Liberty, così ricco specialmente di rose rampicanti e glicine che presto dilagano in dipinti e illustrazioni, decorazioni ed arredi. Evocate in letteratura, anche in ragione del loro connesso significato simbolico, nei “bei chicchi violetti/ pregni d’aroma dolceamaro” del possente glicine dai grappoli pendenti di fiori profumati ricordato da Ada Negri, come nelle dannunziane edere primaverili salite su “pel vecchio muro scrostato con un impeto di giovinezza”, e fino al pervasivo loro cugino campestre, la vitalba o clematide amata da Zanzotto, e che la Dickinson accompagna a una sua poesia come dono memoriale prima della separazione per un viaggio: “La vitalba, per un lungo viaggio,/ mi regala un ricciolo/della sua chioma elettrica”.

Con la loro irrefrenabile, talvolta sfrontata, vitalità, la loro indeterminatezza, e però la capacità di adattarsi alle circostanze di crescita le più diverse, le piante rampicanti assolvono un ruolo essenziale, oltreché come accennato nella coltivazione delle forme del giardino o nell’ispirare il nostro immaginario, specialmente qui, per il rilievo dell’attenzione che ad esse dedica Charles Darwin subito dopo la pubblicazione dell’Origine della specie, nel quadro di una serie di studi botanici intesi, oltre ogni limitazione specialistica, come espansione e conferma della sua innovativa teoria.

Edito da Mimesis, per la cura di Renato Bruni e Giacomo Scarpelli, Le piante rampicanti. Movimenti e abitudini illustra i risultati della meticolosa, estenuante sperimentazione botanica che Darwin conduce su una miriade di piante seguite nella crescita fino alla decima generazione nella traboccante serra di Down house (pp. 260, € 20).

Passo conclusivo, questo, dedicato al potere del movimento delle piante – assieme agli studi sui modi mediante i quali le orchidee vengono fecondate, a quelli sulle piante insettivore, e sulla fecondazione incrociata del regno vegetale –, di un filone di indagine consacrato all’osservazione botanica, complementare alla sua teoria generale. Opere  per un secolo e mezzo trascurate, come sottolinea Scarpelli nel suo saggio introduttivo intitolato alla fitosofia del Darwin botanico, richiamandone la comune appartenenza a un disegno investigativo sempre correlato.

E, sempre dedicato alle Rampicanti, è il ponderoso volume messo in campo da Fabio Giani e Laura Pirovano con la regia di Valentina Romano per contro della sua Libreria della natura: sorta di gabinetto botanico editore, luogo-occasione di dialogo di esperienze e divulgazione culturale e scientifica (pp. 528, € 39)

Orientato in questo caso a una dimensione pratico progettuale, si avvale di una nutrita rassegna di esempi di giardini dove le rampicanti assumono ruoli scenografici o strutturali, di un repertorio di ritratti vegetali con provenienze geografiche, schede descrittive e immagini, nonché di una serie di indicazioni per la scelta di supporti e strutture che siano in sintonia con lo stile degli spazi e le esigenze delle diverse specie. È così che, per il tramite di un duplice sguardo che incrocia le competenze di un esperto vivaista giardiniere e la sensibilità di una raffinata paesaggista, il dettaglio dei meccanismi che consentono la flessibilità di fusti capaci di svolgersi senza spezzarsi e delle modifiche di alcune parti della pianta – da quella delle foglie “irritabili”, ai viticci, a uncini, rampini, radichette – illustrano i vari modi in cui le rampicanti possano diventare alleate preziose nella progettazione di balconi, terrazzi e giardini.

Charles Darwin, Le piante rampicanti. Movimenti e abitudini, a cura di Renato Bruni e Giacomo Scarpelli, Mimesis, pp. 260, € 20 e Fabio Giani e Laura Pirovano, Rampicanti, Libreria della natura, pp. 528, € 39, recensiti da Andrea Di Salvo su Alias della Domenica XVI, 12, Supplemento de Il Manifesto del 22 marzo 2026

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