Garnet Wolseley, il giardino alle donne

Nella pratica editoriale di riedizione di testi classici più o meno d’antan merita certo attenzione la complessa e poliedrica figura di Frances Garnet Wolseley, propugnatrice nell’Inghilterra di inizio Novecento dell’affermazione della presenza professionale delle donne in giardino e in particolare in ambito orticolturale: con la fondazione di una delle prime scuole dedicate e con un’instancabile attività editoriale su riviste e volumi.
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Se, già con la metà dell’Ottocento, Jane Webb Loudon aveva individuato, con il suo manuale Gardening for Ladies, l’esigenza di parlare, con piglio pratico e divulgativo, e con grande successo di pubblico, di tecniche e strumentazioni a una platea di non specialisti, specialmente femminile, con il volger del secolo, da passatempo finalmente accessibile anche per le donne il giardinaggio diventa tramite di sviluppo professionale e opportunità, occasione di definizione identitaria.
Dalle molte letture e dai viaggi compiuti in Europa per giardini, nonché dall’esperienza del suo lavoro in quelli che crea per scopi educativi, Frances Garnet Wolseley andrà ritagliando per le sue allieve un ampio curriculum formativo dove gli aspetti pratici son quasi più rilevanti di quelli scientifici. Forte dell’appartenenza a una cerchia che vede tra i mentori del suo College for Lady Gardeners,  fondato nel 1902 a Glynde, nell’East Sussex, figure eminenti come Gertrude Jekyll,Ellen Willmott e William Robinson, la nostra istitutrice individua la necessità, specialmente in questi tempi di “frenesia” per il giardino, di assicurare profili di qualità all’arte del paesaggista. Un’arte imparentata all’architettura e alle gemelle agricoltura e orticoltura. Insomma, quelli di una figura esperta di progettazione che sappia, con l’esercizio d’immaginazione temperato dalle competenze tecniche, considerare la conformazione del terreno e lo spirito dei luoghi, ispirandosi alla natura e disponendo l’artificio degli elementi architettonici con misura e proporzione. Tutto ciò, declinato al femminile. Pur senza grandi aneliti egualitari – tentennanti restano le sue posizioni sul suffragio e per quanto tesa in una personale ricerca di indipendenza rispetto al destino riservatole dalla sua elevata condizione sociale, resta comunque figlia dell’impero britannico e della severità di giudizi ereditata dal padre, comandante in capo dell’esercito. La Wolseley presidia quindi lo specifico dell’affermazione professionale femminile per il tramite delle competenza acquisite studiando e praticando la lezione del giardinaggio.

Frances Wolseley C. T. L. ClarkeCome già i suoi precedenti volumi, spesso racconto e distillato di personali esperienze didattiche, anche questo Giardini. Forme e design del 1919, edito ora in italiano presso Elliot (pp. 309, € 22.00), nasce, come testimoniano anche le illustrazioni di Mary G. Campion, come raccolta di appunti per i corsi. Con puntuali descrizioni tecniche dal vocabolario desueto e una qual certa ironia, resi in italiano talvolta con difficoltà.
Ma è in questo contesto che si mettono a fuoco gli aspetti legati al precisarsi di una disciplina tratteggiata nella pratica delle sue molte applicazioni e fin nella sua declinazione urbana, della pianificazione degli spazi pubblici, visti come occasione di diffusione del buongusto. La disciplina, e presto professione, di quella architettura del paesaggio che di lì a un decennio avrebbe visto sull’isola, con la fondazione dell’Institute of Landscape Architects, la nascita di una specifica associazione di categoria, con protagoniste come Brenda Colvin e Marjory Allen.

ILA members 1938 © The Landscape Institute_MERL
ILA members 1938 © The Landscape Institute_MERL, da sinistra a destra: Cecil E Hughes, Geoffrey Jellicoe, Gilbert H Jenkins, (di fronte a Jenkins) Lady Allen, Richard Sudell, (di fronte a Sudell) Susan Jellicoe, Russell Page, Edward White.

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